Tag Archive: vento



“…C’e’un po’di silenzio
ma mi ossessiona il battere del cuore…”

( Amedeo Minghi )


Je n’ai pas peur de la route
Faudrait voir, faut qu’on y goûte
Des méandres au creux des reins
Et tout ira bien là
Le vent nous portera

Ton message à la Grande Ourse
Et la trajectoire de la course
Un instantané de velours
Même s’il ne sert à rien va
Le vent l’emportera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

La caresse et la mitraille
Et cette plaie qui nous tiraille
Le palais des autres jours
D’hier et demain
Le vent les portera

Génetique en bandouillère
Des chromosomes dans l’atmosphère
Des taxis pour les galaxies
Et mon tapis volant dis ?
Le vent l’emportera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

Ce parfum de nos années mortes
Ce qui peut frapper à ta porte
Infinité de destins
On en pose un et qu’est-ce qu’on en retient?
Le vent l’emportera

Pendant que la marée monte
Et que chacun refait ses comptes
J’emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera


La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie  
del bosco non odo  
parole che dici  
umane; ma odo  
parole più nuove  
che parlano gocciole e foglie  
lontane.  
Ascolta. Piove  
dalle nuvole sparse.  
Piove su le tamerici  
salmastre ed arse,  
piove sui pini  
scagliosi ed irti,  
piove sui mirti  
divini,  
su le ginestre fulgenti  
di fiori accolti,  
sui ginestri folti  
di coccole aulenti,  
piove sui nostri volti  
silvani,  
piove sulle nostre mani  
ignude,  
sui nostri vestimenti  
leggieri,  
su i freschi pensieri  
che l’anima schiude   
novella,  
su la favola bella  
che ieri  
l’illuse, che oggi m’illude,  
o Ermione  
Odi? La pioggia cade  
su la solitaria   
verdura  
con un crepitio che dura  
e varia nell’aria  
secondo le fronde  
più rade, men rade.  
Ascolta. Risponde  
al pianto il canto  
delle cicale  
che il pianto australe  
non impaura,  
nè il ciel cinerino.  
E il pino  
ha un suono, e il mirto  
altro suono, e il ginepro  
altro ancora, stromenti   
diversi  
sotto innumerevoli dita.  
E immersi  
noi siam nello spirto  
silvestre,  
d’arborea vita viventi;  
e il tuo volto ebro  
è molle di pioggia  
come un foglia,  
e le tue chiome  
auliscono come  
le chiare ginestre,  
o creatura terrestre  
che hai nome  
Ermione.  
Ascolta, ascolta. L’accordo  
delle aeree cicale  
a poco a poco  
più sordo  
si fa sotto il pianto  
che cresce;  
ma un canto vi si mesce  
più roco  
che di laggiù sale,  
dall’umida ombra remota.  
Più sordo e più fioco  
s’allenta, si spegne.  
Sola una nota  
ancora trema, si spegne,  
risorge, treme, si spegne.  
Non s’ode voce del mare.  
Or s’ode su tutta la fronda  
crosciare  
l’argentea pioggia  
che monda,  
il croscio che varia  
secondo la fronda  
più folta, men folta.  
Ascolta.  
La figlia dell’aria  
è muta; ma la figlia  
del limo lontane,  
la rana,  
canta nell’ombra più fonda,  
chi sa dove, chi sa dove!  
E piove su le tue ciglia,  
Ermione.  
Piove su le tue ciglia nere  
sì che par tu pianga  
ma di piacere; non bianca  
ma quasi fatta virente,  
par da scorza tu esca.  
E tutta la vita è in noi fresca  
aulente,  
il cuor nel petto è come pesca  
intatta,  
tra le palpebre gli occhi  
son come polle tra l’erbe,  
i denti negli alveoli  
son come mandorle acerbe.  
E andiam di fratta in fratta,  
or congiunti or disciolti  
(e il verde vigor rude  
ci allaccia i malleoli  
c’intrica i ginocchi)  
chi sa dove, chi sa dove!  
E piove su i nostri volti  
silvani,  
piove sulle nostre mani  
ignude,  
sui nostri vestimenti  
leggieri,  
su i freschi pensieri  
che l’anima schiude   
novella,  
su la favola bella  
che ieri  
m’illuse, che oggi t’illude,  
o Ermione  

(Gabriele D’Annunzio 19°-20° secolo)


come sarà un giorno perdere 
la strada e andare via 
incontro alla realtà 
farsi travolgere da un vento di follia 
come sarà 
le mani stringere 
con tutta l’energia 
che l’aria ci darà 
le onde a fendere 
sassi schizzati via 
avremo ancora braccia 
come ali libere 
di bere giorni e sere 
e un sole di isole 
su questa nostra faccia 
parole e musica 
ad asciugarci gole 
per una verità 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi o noi mai più rubati 
come sarà 
spaccare il mondo in due 
sputare il nocciolo 
con quell’ingenuità 
delle canzoni mie 
di un cuore incredulo 
avremo le speranze 
di figli in prestito 
che presto cresceranno 
un anno è un attimo 
e un cielo accenderanno 
comete come te 
e quanto amore e sete 
che possa piovere 
di più giù in fondo là 
più su più in alto 
ancora oltre 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi o noi mai più rubati 
noi che mai 
finimmo di aspettare 
provando a vivere 
e non vogliamo andare 
in paradiso se 
lì non si vede il mare 
noi no 
noi noi no 
noi o noi mai più rubati 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi o noi mai più rubati 
noi noi no 
noi noi no 
noi noi no 
noi o noi mai più rubati 
noi noi no 
noi sogni di poeti 

Seoulite

Vivere e studiare in Corea

DRAMAticamente Perse

- TRANSLATE SHARED PASSION -

Pensieri sparsi in ordine caotico

Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

☆ Pensieri Sparsi di una Psicopatica ☆

●○•°La mia mente è un turbinio di parole sparse che cercano un senso°•○●

An Angel in the City

An angel in the city

Manutheartist

blog di pensieri ed esperienze

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