SFRATTATO IL CIRCOLO UFFICIALI, NASCE A ROMA LA GALLERIA NAZIONALE
Palazzo Barberini, si avvera
il sogno dell’arte antica
12/10/2006
di Raffaello Masci

ROMA. Il sogno si è avverato: nei sontuosi ambienti di Palazzo Barberini trova finalmente posto la Galleria nazionale d’Arte antica, come si intendeva fare fin dagli anni Cinquanta e come, in parte, già era stato fatto. I ministri Francesco Rutelli (Beni culturali) e Arturo Parisi (Difesa, rappresentato dal sottosegretario Verzaschi) hanno dato ieri l’annuncio, dopo aver risolto «il problema» che si trascinava da anni: ossia quello rappresentato dal Circolo Ufficiali della Difesa, l’ingombrante inquilino che dal ‘56 non pagava la pigione e che da domenica prossima avrà tre mesi per traslocare.

La vicenda è una via di mezzo tra una telenovela e un braccio di ferro. Il palazzo – dice la storia – è stato disegnato da Gianlorenzo Bernini come sontuosa reggia della famiglia del papa Urbano VIII. Struttura mastodontica, quasi tredicimila metri quadri, collocazione regale, in pieno centro cittadino, parco, vaste pertinenze, vista sulla città. Quando la famiglia lo vende allo Stato, nel 1949, il circolo delle Forze armate c’è già, affittuario dal ‘34. Nel 1952 il Parlamento italiano ne reclama la restituzione per destinarlo interamente alla galleria che, per intanto, ne occupa una parte.

Il tira e molla comincia da allora. Nino Andreatta, ministro della Difesa ai tempi del primo governo Prodi, crede di aver trovato la soluzione con il trasferimento del circolo in una villa sulla Nomentana. Ma tutto sfuma: i militari, che hanno il Palazzo della Difesa giusto lì dietro, non ci pensano affatto a mollare. Non pagano l’affitto e lo utilizzano anche per feste private. Lo stesso ministro lo usa per eventi di alta rappresentanza. Quindi, che le opere d’arte restino dove sono.

Un patrimonio inestimabile: la parte superstite della collezione Barberini, quelle Corsini, Torlonia, Odescalchi, del Monte di Pietà. 1.500 dipinti e oltre duemila oggetti d’arte, di pregio estremo: Raffaello, Tintoretto, Tiziano, Caravaggio, El Greco. Bellissimi. E dispersi in varie sedi.

Adesso tutto torna a casa, secondo un serrato scadenzario fissato dal ministro Rutelli: «Nel 2007 aprirà al pubblico la sezione dedicata alla pittura del Cinquecento e Seicento nell’ala Nord del primo piano, mentre continueranno i lavori finanziati con i fondi Lotto e Roma Capitale attribuiti al ministero per un totale di 12 milioni di euro. 3,3 milioni di euro andranno a finanziare la prima fase del restauro che interessa l’ala Nord, lo Scalone del Bernini e il Salone Pietro da Cortona. 4,5 milioni finanzieranno la seconda fase dei lavori al piano terra e 4,2 milioni andranno ai lavori della terza fase che interessa l’ala Sud». Nel 2009 il palazzo, tirato a nuovo, sarà veramente museo: «La più importante galleria di arte antica d’Italia», come ha sottolineato Rutelli.

«Uno spazio – ha specificato Claudio Strinati, sovrintendente speciale per il Polo museale di Roma – che rappresenterà l’equilibrio armonioso tra essere una grande galleria nazionale e essere una galleria della Capitale, in cui rifulgerà uno spaccato storico della pittura a Roma, contemperato da numerosi apporti, tra cui la grande pittura francese del ‘700 che qui venne collezionata».

 Palazzo Barberini 

(lastampa.it)

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