Nuovo Tfr, ecco cosa cambia

Pensioni più ricche con la riforma
Con la riforma del Tfr si dà il via libera, ma solo a partire dal 2008, alla previdenza integrativa. Una strada obbligata, visto che con la riforma Dini l’assegno della pensione è stato falcidiato. Impiegando i soldi della liquidazione per una pensione integrativa si va ad aumentare quell’assegno, che soprattutto per gli atipici può scendere fino al 30% della retribuzione, per portarlo a un livello accettabile, che si aggira intorno al 70%.

Ma come funzionerà la riforma? In pratica il lavoratore avrà libertà di scelta. Potrà decidere se continuare a usufruire della vecchia liquidazione a carriera conclusa, lasciando i soldi del Trattamento di fine rapporto alla sua azienda, oppure se far confluire quegli stessi soldi in una cassa pensionistica che integri l’assegno già garantito dall’Inps.

Avremo tempo dal primo gennaio 2008 al 30 giugno dello stesso anno per dichiarare di voler continuare a usufruire della vecchia formula del Tfr. Se non faremo nessuna dichiarazione in merito, i soldi del Trattamento finiranno al fondo pensioni a cui si affida la maggioranza dei dipendenti dell’azienda. E destinando quei soldi a un fonodo, si ha diritto a utilizzare parte dei versamenti già effettuati in caso di necessità: in particolare, le richieste possono riguardare spese sanitarie e acquisto della prima casa.

La formula passata al Consiglio dei ministri è quella che privilegia i fondi pensione chiusi, quelli di categoria, in rapporto con quelli aperti e con le polizze private. Questo significa che a quei fondi finirà anche il contributo del datore di lavoro, pari all’1-2%. In caso di scelta di un fondo aperto o di una formula privata, quel contributo non viene versato.

(da tgcom.it)

…ma sara così semplice come sembra?

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